Lo showroom per l’e-commerce: la fisicità del mondo digitale

Posted: Agosto 5, 2019 by designfanzine

Prevedere uno showroom per un’attività di e-commerce è un’operazione di marketing molto astuta, perché se da un lato aumentano gli acquisti online, dall’altro si conferma la necessità dell’esperienza diretta, soprattutto per alcuni segmenti di mercato.

Nella giungla dell’e-commerce emergono le startup che sono davvero in grado di innovare; questo significa utilizzare le nuove tecnologie in modo intelligente, creando valore aggiunto senza perdere i contatti col mondo reale.

Apprezziamo la competitività di Internet, l’offerta sconfinata, l’atemporalità e l’indifferenza geografica, ma restiamo esseri profondamente fisici a cui piace toccare con mano e legittimare l’esperienza di acquisto. Investiamo sulla base della fiducia che riponiamo in un brand e se questa manca, il prodotto migliore resta una goccia nell’oceano…

I grandi lo sanno

Chi teme l’estinzione dei negozi e lo stravolgimento delle città, non ha considerato un fattore che fa parte del mondo ancora prima della sua nascita: l’evoluzione.

Evolversi vuol dire tener conto del passato per aprirsi al cambiamento. Si tratta di conservare ciò che c’è di buono e migliorare il resto; una cosa che succede di continuo, in ogni ambito e settore, ed è normale.

Internet può migliorare il business di una bottega se questa riconosce che le modalità di vendita e approccio al prodotto sono diverse rispetto al passato. Lo spazio virtuale e quello reale si alimentano a vicenda, il primo non può prescindere dal secondo, e viceversa.

I grandi colossi dell’e-commerce lo sanno bene. Basti pensare ad Amazon, che organizza puntualmente eventi temporanei e pop-up stores per rafforzare il rapporto fiduciario con i clienti e sviluppare il loro senso di appartenenza alla community.

Lo showroom per un’e-commerce di abiti su misura

Un’emergente startup asiatica ha sviluppato un e-commerce di abiti da uomo tailor made, dedicato al mercato orientale. Ora, l’acquisto online di un capo su misura sembra difficile, eppure…

All’interno di un camerino digitale si effettua la scansione 3d della persona e si registrano i dati; in tempo reale si disegnano un pantalone, una giacca, una camicia perfettamente aderenti. Poi si scelgono le stoffe e tutto viene spedito a casa, dopo essere stato realizzato a mano, fino alle scarpe.

Trattandosi di un’attività che opera online, priva di stores fisici permanenti, resta il tema di scegliere una collocazione per il camerino digitale e consolidare la brand identity di una realtà nuova che tenta di farsi notare nel mercato dell’alta sartoria, già forte di logiche e dinamiche più convenzionali.

Magic Bus

Lo studio di progettazione tedesco F.R.A.U. Architektur & Design GmbH, in collaborazione con Cristiana Vannini, propone una soluzione curiosa ed originale: Magic Bus.

Uno showroom per e-commerce ricavato all’interno di un bus, una struttura itinerante per programmare gli incontri con i clienti e fissare delle tappe in luoghi strategici. Non solo, fare salire le persone a bordo di una vera e propria boutique su ruote, per accedere al camerino, confrontare i tessuti, sorgeggiare un cocktail nell’angolo bar…

Il progetto cura ogni dettaglio di un’esperienza, che sarà determinante per la percezione del marchio. Impiega un linguaggio formale altrettanto studiato, per rispecchiare l’immagine classica e al contempo ipertecnologica che l’azienda vuole trasmettere.

All’esterno, una tensostruttura pensile segnala l’ingresso, una sorta di filtro estroflettente per accogliere i clienti ed invitarli ad entrare. L’approccio progettuale è simile a quello dello yatch design: linee curve, materiali leggeri, spigoli morbidi, arredi fissi per garantire sicurezza e stabilità anche in movimento. Ogni particolare è ottimizzato per il massimo comfort e sopperire alle dimensioni ridotte dell’ambiente.

Il mercato asiatico e quello europeo sono mondi paralleli, e, probabilmente, in Italia, un caso del genere sarebbe percepito in modo diverso. Tuttavia, quello che conta è il principio, perché esistono modalità molteplici di interpretare lo stesso tema. Il mondo virtuale non può rinnegare lo spazio fisico, che necessita sempre di cura, qualità, strategia e progetto.


La gallery completa su www.cristianavannini.it

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